Regione Lazio: Il Nuovo Regolamento per le Attività Agrituristiche

Con la pubblicazione sul BURL del Regolamento n. 29 del 1 dicembre 2017, la Regione Lazio ha aggiornato la normativa vigente in materia di agriturismo, modificando alcuni aspetti sostanziali nell’esercizio dell’attività, per adeguarli ai nuovi scenari di settore.

Prevalenza dell’attività agricola: l’attività agrituristica resta complementare e non prevalente rispetto a quella agricola, ma con il nuovo regolamento, ai fini del calcolo della prevalenza è considerata attività agricola tradizionale anche quella di trasformazione, a condizione che i prodotti trasformati provengano dalle produzioni aziendali per almeno il 50% della quantità complessiva.

Elenco unico regionale: dopo con l’entrata in vigore della legge 12/2016, l’elenco dei soggetti abilitati all’esercizio dell’attività agrituristica è stato unificato a livello regionale. La richiesta di iscrizione nell’elenco va formulata nel Comune competente per territorio, contestualmente alla presentazione della SCIA. I dati aziendali e le eventuali variazioni, entro trenta giorni, vengono trasmessi in modalità digitale dai Comuni alla Direzione Regionale Agricoltura, tenutaria dell’elenco. La Direzione Regionale Agricoltura, a cadenza triennale, esegue controlli periodici sulla permanenza dei requisiti d’idoneità, sul rispetto dei limiti stabiliti per la somministrazione dei pasti e, qualora la struttura agrituristica abbia ricevuto finanziamenti pubblici, sul mantenimento dei vincoli di destinazione d’uso dei locali.

Segnalazione Certificata d’Inizio Attività (SCIA): come per tutte le attività economiche la SCIA di un agriturismo si presenta negli uffici del Comune d’ubicazione dell’azienda. Per le attività agrituristiche autorizzate, attive prima dall’entrata in vigore della legge regionale n. 12/2016 non ricorre l’obbligo di nuova presentazione, contrariamente a quanto indicato all’articolo 18, comma 6, della legge stessa. Se la SCIA per l’attività agrituristica non è collegata a un PUA, tanto in caso di modifiche che di prima presentazione, l’imprenditore deve necessariamente allegare la relazione di in tecnico abilitato che certifichi il rapporto di connessione e complementarietà rispetto all’attività di produzione primaria (principale) dell’azienda. Nella relazione del tecnico devono figurare tutte le indicazioni riguardanti l’attività agrituristica da svolgere, la capacità ricettiva, il periodo di apertura, le ore di lavoro necessarie, le strutture e gli spazi utilizzati per l’agriturismo. Oltre a questi, specifici dell’attività agrituristica, la relazione deve evidenziare in maniera dettagliata gli aspetti peculiari dell’azienda agricola, tra i quali: la superficie complessiva, la destinazione colturale dell’azienda, il carico di bestiame, il parco macchine, la descrizione dei fabbricati completa di identificazione catastale e destinazione d’uso, il numero dei soggetti occupati in azienda, il numero di ore lavoro all’anno per singola coltura e per ogni attività agricola effettuata.  

Somministrazione di cibi e bevande: almeno il 35% dei cibi e delle bevande impiegati nelle attività di somministrazione deve essere di produzione aziendale, il 50% può essere reperito presso imprese agricole del territorio regionale e non più del 15%, può avere provenienza extraregionale. Il limite dei prodotti propri si abbassa al 25%, nel caso in cui l’agriturismo concluda accordi con imprese agricole della zona, per la fornitura permanente (almeno triennale) di materie prime.

Ospitalità in camere: resta in vigore il limite di 8 m2 per le camere singole, mentre sale a 12 m2 quello per le camere doppie. L’aggiunta di ogni ulteriore posto letto comporta una maggiorazione di almeno 5 m2 sulla superficie della stanza. Il limite minimo per l’altezza dei locali resta di 2,50 metri, derogabile a 2,20 soltanto qualora le caratteristiche storiche o architettoniche degli edifici non consentano l’adeguamento. In questo caso, il volume disponibile negli ambienti deve essere di almeno 20 metri cubi per le camere singole e 30 per le doppie.

Ospitalità in alloggi indipendenti (appartamenti): Il limite minimo per esercitare l’ospitalità in appartamenti e alloggi indipendenti resta di 26 m2 ogni 4 persone, con l’innalzamento di 5 m2per ogni ulteriore posto letto oltre il quarto.

Ospitalità in spazi aperti: Il limite per l’esercizio dell’ospitalità in spazi aperti, resta di 40 m2. L’ospitalità in spazi destinati ai campeggiatori è svolta nel rispetto della normativa vigente, anche in materia di sicurezza.

Classificazione On-line: I criteri di Classificazione Unica Nazionale, già introdotti nel 2014, vengono confermati integralmente, ma viene disposto l’avvio di una procedura informatizzata, attraverso il quale l’imprenditore provvederà all’auto-attribuzione dei punteggi. La procedura, ancora in via di ultimazione, sarà accessibile dal portale nazionale www.agriturismoitalia.gov.it

Con la revisione del regolamento per le attività agrituristiche la Regione ha  voluto stimolare la crescita dell’intero comparto, favorendo la semplificazione delle procedure amministrative e la qualificazione delle strutture, per innalzare il livello dell’offerta ricettiva rurale in tutto il territorio laziale.  

Maggiori informazioni sul quadro normativo regionale vigente in materia di agriturismo sono disponibili nella pagina apposita. All'interno della sezione "Avviare e Gestire un Agriturismo" di questo sito. 

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