Regione Lazio: Nuove norme per l’Agriturismo e il Turismo Rurale

L’entrata in vigore della legge regionale n. 12 del 10 agosto 2016 “Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regioneintroduce alcune sostanziali novità in materia di agriturismo e di turismo rurale esercitati sul territorio laziale, modificando la legge 14 del 2006 che ne disciplina le attività. Il nuovo assetto normativo è finalizzato a velocizzare l’iter amministrativo e stimolare la crescita del “turismo verde”, aprendo il settore a nuove opportunità. I punti fondamentali:

Turismo Rurale: la modifica dell’art. 3 della legge 14/2006 ridefinisce il turismo rurale nelle sue peculiarità e nei suoi criteri di applicazione. In base alla nuova normativa possono esercitare il turismo rurale soltanto soggetti economici diversi dagli imprenditori agricoli, a condizione che operino con questi ultimi in regime di connessione, secondo le modalità dettate dalla legge regionale 38/1999 e dal regolamento di attuazione 11/2015. Sono ascrivibili al turismo rurale le attività di ospitalità (alberghiera, extralberghiera o all’aria aperta), la ristorazione e la degustazione, le attività per il tempo libero (a carattere ricreativo, culturale, escursionistico didattico, escursionistico ed ippoturistico) oppure la concessione onerosa di piccole particelle di terreno a soggetti terzi per la coltivazione.

Iter Amministrativo: la nuova normativa sancisce la creazione dell’elenco unico regionale dei soggetti abilitati all’esercizio dell’attività agrituristica, in luogo degli elenchi istituiti presso ogni singola provincia. In virtù delle recenti modifiche, gli imprenditori agricoli potranno richiedere l’iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati all’agriturismo direttamente presso gli uffici del proprio comune di appartenenza, contestualmente alla presentazione della SCIA. Il comune, cui compete la valutazione sull’idoneità dei soggetti all’iscrizione, ha l’obbligo di comunicare entro trenta giorni alla Direzione Regionale Agricoltura gli elementi necessari per la formalizzazione del procedimento.

PUA: La presentazione di un Piano di Utilizzazione Aziendale (PUA) diventa “condicio sine qua non” per esercitare l’attività di turismo rurale, per la quale, vanno prese in considerazione le norme contenute nelle legge regionale 38/99 e nel regolamento 11/2015, riguardo gli immobili da destinare al regime di connessione. Per l’agriturismo, invece, l’obbligo di presentazione del PUA ricorre soltanto qualora l’azienda intenda esercitare l’attività in immobili diversi dall’abitazione dell’imprenditore. In questo caso, gli immobili possono essere impiegati a fini agrituristici, a condizione che siano comunque ubicati nel fondo, oppure, che abbiano sede nel medesimo comune del podere o in comuni limitrofi e presentino spiccate caratteristiche di ruralità, sia sotto il profilo architettonico che nel contesto.

Una descrizione completa sull’iter di apertura di un agriturismo, ai sensi della nuova disciplina normativa, è disponibile nella sezione “Avviare o Gestire un Agriturismo”, alla voci “Quadro Normativo” -“Normativa Regionale”.

 

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