Normativa Regionale

La Regione Lazio ha regolamentato l’avvio e la conduzione delle attività agrituristiche presenti sul proprio territorio tramite la Legge Regionale n. 14 del 2 novembre 2006 e i regolamenti di attuazione n. 9 del 31 luglio 2007, n. 6 del 17 marzo 2014 e n. 29 del 1 dicembre 2017, unico attualmente in vigore. 

In continuità con i principi fissati dalla legge nazionale, l’attività agrituristica nel Lazio ha carattere complementare e non prevalente rispetto a quella agricola tradizionale. Condizione necessaria per l’esercizio è l’iscrizione nell’Elenco regionale dei soggetti abilitati, da richiedere attraverso gli uffici del Comune competente per territorio, in maniera contestuale alla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Sarà poi il Comune stesso, una volta effettuata la valutazione sull’idoneità del soggetto, a trasferire le informazioni necessarie alla Regione per formalizzare l’iscrizione, entro 30 giorni dalla scadenza del termine previsto per la verifica della SCIA.

La complementarità dell’agriturismo rispetto all’attività di produzione primaria è calcolata in ore lavoro annue, sulla base della tabelle previste dall’articolo 14, comma 2, della legge regionale n. 14/2006, elaborate dalla Direzione Regionale Agricoltura (Dgr n. 506 dell’11 luglio 2008 - Dgr n. 894 del 19 dicembre 2017). 

Altre peculiarità significative inerenti l’esercizio dell’attività agrituristica nel Lazio riguardano:

L’ospitalità: il limite massimo fissato dalla legge è di 50 posti letto. Per l’agricampeggio scende a 30 ospiti, per un massimo di 12 piazzole.

La somministrazione di cibi e bevande: gli agriturismi possono somministrare fino ad 80 pasti al giorno. È ammessa l’eccedenza rispetto al limite, a condizione che l’eventuale recupero sia compensato su base mensile. Nella preparazione dei pasti è vincolante il rispetto delle seguenti disposizioni: impiego di almeno il 30% di prodotti di origine aziendale, con la possibilità di ricorrere ad una percentuale non superiore al 25% di produzioni di provenienza extraregionale. La parte restante, può essere coperta con prodotti di aziende locali o regionali. Qualora l’agriturismo abbia sottoscritto accordi di durata almeno triennale con imprese agricole della zona, per la fornitura permanente di materie prime, la percentuali dei prodotti aziendali si abbassa al 25%. 

Le norme igienico-sanitarie: gli agriturismi sono soggetti alla normativa igienico-sanitaria vigente. Devono disporre di almeno un servizio igienico ogni 4 persone, se prestano ospitalità in camera o in appartamento, con innalzamento del limite a 6 per l’agricampeggio.

La registrazione degli ospiti: in un agriturismo gli ospiti devono essere obbligatoriamente registrati e il loro arrivo comunicato alle autorità locali. 

Le tariffe: devono essere esposte all’interno dell’agriturismo in luogo visibile e comunicate entro il 31 ottobre di ogni anno al Comune in cui viene esercitata l'attività.

La conduzione delle piscine: in agriturismo, l’uso della piscina è riservato ai soli ospiti. La conduzione delle piscine, in una struttura agrituristica è soggetta alla normativa igienico-sanitaria vigente, in materia di sicurezza e qualità delle acque.

La Classificazione degli agriturismi: il primo regolamento attuativo distingueva sei diverse tipologie di agriturismo, abrogate dal Regolamento Regionale n. 6 del 17 marzo 2014, che ha introdotto nel Lazio i criteri della Classificazione Unica Nazionale (D.M. 13 febbraio 2013). Con l'adozione del nuovo regolamento, il n. 29 del 1 dicembre 2017, vengono confermate le disposizioni sulla Classificazione del 6/2014 e decretato l'avvio di una procedura informativa per l'esecuzione delle pratiche, in via di ultimazione.

Nel Lazio la classificazione delle aziende agrituristiche avviene per auto-attribuzione da parte dell'imprenditore agricolo, che ne dà comunicazione all'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'innovazione dell'Agricoltura del Lazio (ARSIAL), tramite l'apposita modulistica. In assenza di parere contrario, l'impresa può utilizzare la classe richiesta trascorsi 30 giorni dall'invio della comunicazioneAttraverso verifiche periodiche, l'Arsial provvede all'accertamento dei requisiti dichiarati dall'imprenditore.

 

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